Carlos, Samuel e Jorgito PDF Stampa E-mail

storie_carlos_foto
 
Arcatao, nella zona nord-orientale di El Salvador, è l’ultimo comune del territorio salvadoregno prima della frontiera con l’Honduras.  La strada asfaltata termina nel centro urbano: uscendo dalla cittadina inizia il “non c’è”. Non c’è una frontiera “ufficiale” tra El Salvador e l’Honduras, non ci sono strade vere e proprie nè mezzi di trasporto pubblici: per raggiungere le frazioni disseminate sul territorio la gente cammina per ore e ore, a piedi o a dorso di animali, attraverso sentieri in terra battuta.

Noi fisioterapiste di ALGES, che lavoriamo al progetto di riabilitazione integrale per persone invalide di guerra e bambini disabili, fummo informate da una promotrice di salute che in una frazione ad 8 chilometri di distanza da Arcatao viveva una famiglia con figli disabili.

Un mercoledì, giorno che solitamente dedichiamo alle visite in quella zona, decidemmo di verificare l’informazione ricevuta, recandoci dalla famiglia in questione per trovare il modo di aiutarla.

Essendo ancora estate, riuscimmo a raggiungere la frazione di Patamera con il fuoristrada dell’associazione senza grandi problemi, anche se impiegammo 45 minuti per percorrere gli 8 chilometri che la separano da Arcatao. In inverno sarebbe stato praticamente impossibile transitare in macchina: il cammino è molto stretto e scosceso ed il fondo stradale di terra argillosa è reso scivoloso dalle piogge e dai molti ruscelli che lo attraversano.

Trovammo la casa che cercavamo su un pendio, 50 metri al di sotto del bordo stradale. Costruita in mattoni crudi, con struttura in legno e pavimento di terra, come tutte le case delle zone rurali povere del Paese, comprendeva: una stanza da letto arredata con cinque letti in legno, coperti da sacchi, due tavoli e, come armadio, un filo appeso tra due pareti; un locale utilizzato come granaio e ripostiglio per gli attrezzi agricoli; un corridoio all’aperto adoperato come cucina, soggiorno e pollaio e condiviso dalla famiglia e dagli animali domestici e da cortile (gatti, cani, maiali, galline, polli, anatre).

Al nostro arrivo, ci ricevettero il Sig.Quintanilla e sua moglie Flora, entrambi piuttosto anziani. Passando per il corridoio ci accorgemmo della presenza di un bambino affetto da una grave disabilità: era disteso su un’amaca ed appariva in pessime condizioni di salute.
I due coniugi ci raccontarono che 3 dei loro 11 figli presentavano forme di disabilità ma non avevano mai ricevuto né assistenza medica, né alcun tipo di riabilitazione, sia per le limitate risorse economiche, sia per la mancanza di un mezzo di trasporto adeguato che permettesse di trasportare i figli al Centro di salute più vicino, ad Arcatao.

Ci presentarono i figli disabili.
Il ragazzo sull’amaca, Carlos, 17 anni, presentava molteplici abrasioni sul viso e sugli avambracci, causate dalle violente convulsioni a cui era soggetto frequentemente, anche 10 volte al giorno. Per evitare che si facesse male, lo facevano rimanere sdraiato sull’amaca. Era in grado di camminare da solo ma aveva bisogno di aiuto per effettuare attività più complesse, come lavarsi, vestirsi, bere o mangiare.

Nel frattempo si avvicinò Samuel, un ragazzo di 16 anni curioso ed iperattivo, dagli occhi molto espressivi. Era in grado di rimanere in piedi e fare piccoli passi da solo, ma soffriva di convulsioni, anche se meno frequenti e violente di quelle del fratello.
Flora ci fece poi entrare nella stanza da letto, molto buia e fredda, per conoscere Jorgito, il minore, di 5 anni. Nel letto trovammo un bambino molto magro che seguiva i nostri movimenti con gli occhi e rispondeva alle nostre parole sorridendo. Era sdraiato a pancia in su e non era in grado di cambiare posizione da solo. Come i due fratelli soffriva di convulsioni e, non essendo in grado di deglutire cibi solidi, risultava molto difficile nutrirlo.

Offrimmo alla famiglia Quintanilla i servizi che ALGES fornisce alle persone disabili, proponendo loro di venire a prendere i bambini ogni settimana con il fuoristrada per trasportarli al Centro specializzato di Arcatao, affinchè potessero ricevere assistenza specifica continuativa.

***

Carlos, Samuel e Jorgito sono oggi inseriti stabilmente nei percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale che portiamo avanti con continuità grazie al sostegno dei progetti di cooperazione internazionale. Siamo anche riuscite a far inserire Carlos e Jorgito in percorsi specifici anticonvulsivi previsti dal Sistema Sanitario Nazionale Salvadoregno.


Carole Buccella (fisioterapista)
Jeanette Castello (fisioterapista)
Esperanza Ortega (promotrice di salute)

Share
  < back

Su questo sito sono attivati i cookies
per migliorarne l'usabilità e le funzionalità.
Leggi il Codice della Privacy.

Accetta i cookie