Educazione alla mondialità PDF Stampa E-mail

La conoscenza diretta di alcuni Paesi, la realizzazione dei primi progetti di cooperazione internazionale, soprattutto le relazioni instaurate a vario livello con gli interlocutori del Sud e con quelli locali hanno provocato una forte presa di coscienza dell’importanza e dell’imprescindibilità - accanto ai progetti di cooperazione - di un parallelo lavoro di informazione, sensibilizzazione e formazione da svolgersi nel territorio locale.
Coscienti degli sfondi sociali e culturali del tempo in cui viviamo e avvertendo l’urgenza di offrire un contributo operativo oltre che teorico ai processi in atto, abbiamo avviato sul territorio ligure, a partire dal 1996, numerosi e diversificati progetti di educazione alla mondialità.
L’educazione alla mondialità non costituisce una disciplina a sé stante, né ha tanto meno la presunzione di sostituirsi alle materie curricolari. E’, al contrario, una struttura che connette, organizza i nessi, fa emergere e articola i collegamenti trasversali esistenti - ma non sempre espliciti - fra i curricula verticali dei diversi insegnamenti. In tal senso si pone al servizio, integrandola, della didattica tradizionale, facendo della relazione - tra persone, metodi, tematiche e discipline - l’orizzonte, il metodo e l'oggetto della propria ricerca. Percorsi di educazione alla mondialità mirano a conseguire alcune competenze generali che si traducano in atteggiamenti cognitivi e comportamenti specifici:

  1. Addestramento a una prassi dell’esercizio critico e a un atteggiamento generale di ricerca e analisi sulla natura, l’origine e la formazione di generalizzazioni, pregiudizi e stereotipi.
  2. Formazione alla capacità di osservare gli ambienti, esplorare le tradizioni, avvicinare le espressioni culturali (narrative, poetiche, letterarie, musicali) e le testimonianze di altri popoli, mettendo correttamente in relazione tali elementi propri di ogni cultura.
  3. Educazione esperienziale all’ascolto, all’accoglienza e alla relazione con l’altro in quanto uguale e diverso.
  4. Conoscenza dei meccanismi strutturali all’origine degli attuali squilibri Nord/Sud e degli strumenti e delle tecniche per combatterli – ai vari livelli – in campo culturale, politico, economico e sociale.
  5. Promozione di una sensibilità alla partecipazione e al coinvolgimento, individuale e di gruppo, oltre che – per gli studenti delle scuole superiori – all’orientamento professionale e di vita.


Ogni processo educativo, in generale, è portatore - consapevolmente o meno - di una visione del mondo, e si esprime su tre piani intimamente correlati e interdipendenti: la relazione, il metodo e i contenuti. In questo senso risulta normalmente inutile (e di solito controproducente) agire su uno solo degli aspetti trascurando gli altri. Se questo è vero sempre, a maggior ragione vale nell’educazione alla mondialità, dove la relazione che si crea nel gruppo e il comune atteggiamento di ricerca - pur senza escludere la comunicazione di contenuti specifici - divengono paradigmatici del rifiuto di quelle dinamiche di dominio e di violenza tipiche dei rapporti Nord/Sud, e soprattutto - in positivo - un modello e uno stile di lavoro basati sulla cooperazione e il dialogo.

Investendo inoltre tali tematiche più di altre il piano affettivo ed esistenziale, una ricerca comune e partecipata diviene percorso ineludibile al fine di perseguire quella maturazione della responsabilità e degli atteggiamenti che è obiettivo finale e compiuto di tale avventura intellettuale. Contenuti, metodi e relazioni, allora, se da una parte operano una critica sui comportamenti individuali e sociali, dall’altra si pongono nell’orizzonte del loro cambiamento, anche con l’assunzione - in modo del tutto libero - di impegni specifici nel campo delle problematiche Nord/Sud, come singoli e come gruppo.
Le aree di ricerca, gli ambiti o nuclei tematici cardine su cui far ruotare il lavoro comune (corrispondenti, per esempio, a sette incontri di un modulo formativo tipico) sono:

  • Identità, alterità, stranieri, società mondiale.
  • Diritti umani.
  • Meccanismi economici.
  • Lavoro e produzione.
  • Dinamiche ambientali.
  • Cultura, informazione, comunicazione, scienza.
  • Strategie di resistenza e cittadinanza partecipata.


All’interno di ciascuna area possono essere individuate una o più isole tematiche che delimitano un gruppo più o meno numeroso di questioni e problematiche specifiche. Un’isola tematica o un gruppo di isole può, di per sé, costituire il titolo e il materiale di un modulo compiuto.
L’attività formativa è rivolta e organizzata secondo una modularità adattabile alle necessità e alle richieste specifiche dei destinatari:

  • formazione di base per studenti;
  • corsi di aggiornamento di primo e secondo livello per insegnanti;
  • formazione di primo e secondo livello per adulti di associazioni, cooperative e soggetti sociali diversi.

Scarica la brochure formativa.


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