Come nasce e si sviluppa un progetto PDF Stampa E-mail

Il primo passo per avviare nuovi progetti in un Paese del Sud del mondo consiste nella ricerca di organizzazioni locali che condividano la stessa idea di cooperazione; individuati i soggetti più interessanti, diamo inizio ad un intenso scambio di informazioni che conduca ad un buon livello di conoscenza reciproca, seppur a distanza.

Nel corso di una prima missione nel Paese prescelto incontriamo gli interlocutori selezionati con l’obiettivo di verificarne intenzioni, reali competenze e livello di affidabilità. Le associazioni locali presentano a questo punto, anche attraverso visite specifiche sul territorio, le idee progettuali sentite come prioritarie dalle persone che rappresentano.

Inizia dunque un periodo di lavoro comune per trasformare l’idea individuata in un progetto vero e proprio con possibilità concrete di realizzazione e di successo a medio e lungo termine: si cerca soprattutto di verificare che le attività previste dall’intervento siano coerenti con le finalità desiderate e abbiano i requisiti per assicurare continuità al circolo virtuoso che si intende innescare con il progetto (ciò che tecnicamente si definisce sostenibilità: sociale, culturale, ambientale, economico-finanziaria, politica e istituzionale).

Una volta definito il progetto ci attiviamo, da un lato, per generare interesse intorno alle problematiche che esso cerca di risolvere, promuovendo reti tra soggetti istituzionali, imprenditoriali e sociali del Nord e del Sud del pianeta che possano interagire tra loro rafforzando l’impatto del progetto (gemellaggi, scambi professionali, ecc.). Dall’altro, per cercare specifici finanziatori pubblici e privati, partecipando a bandi o attuando iniziative di raccolta fondi.

Per scelta - al fine di non creare false aspettative nei partner e, soprattutto, nelle persone che verranno coinvolte nelle attività - diamo avvio ad un nuovo progetto solo dopo avere la certezza di aver trovato tutti i fondi necessari e non rischiare di dover interrompere o ritardare le iniziative.

Finalmente si parte.

Le attività quotidiane previste dal progetto sono svolte dai partner locali, sia per consentire loro di mettere a frutto e arricchire le proprie competenze, sia per evitare di sottrarre posti di lavoro con personale italiano espatriato, dal momento che la maggior parte delle figure professionali richieste è disponibile sul posto.

Nostro compito a questo punto diventa un costante accompagnamento dei partner, a distanza e nel corso di specifiche missioni in loco, per monitorare insieme l’andamento del progetto, analizzare i problemi insorti, considerare le possibili soluzioni, stabilire eventuali modifiche in corso d’opera e, infine, valutare i risultati raggiunti.

Se, attraverso il progetto, si è avviata una buona relazione con il partner, si prosegue con iniziative complementari a quelle concluse oppure con attività di natura diversa, ricominciando tutto il processo a partire dalla presentazione di una nuova idea-progetto. In questo modo si approfondisce sempre più la conoscenza del contesto nel quale si interviene, evitando di sprecare energie e risorse in nuove ricerche, ci si specializza in un determinato ambito e, soprattutto, si riescono ad instaurare relazioni di medio-lungo periodo che proseguiranno anche quando la cooperazione internazionale - come ci proponiamo - non sarà più necessaria.

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