Il nostro perche' PDF Stampa E-mail

“Molte organizzazioni arrivano da noi e ci offrono pacchi di aiuti, credendo così di tirarci fuori dalla povertà.
 
Altre pensano di poter risolvere i nostri problemi con progetti scritti a tavolino a migliaia di chilometri da qui.
 
Noi però non vogliamo abituarci a ricevere elemosine da chi nemmeno ci conosce.
 
Abbiamo bisogno di persone che ci ascoltino e ci aiutino a diventare protagonisti della nostra vita, andando alla radice dei problemi per cancellarli una volta per tutte. Persone che abbiano capito che non c’è un qui e un là, un noi e un voi ma un unico futuro da costruire insieme“.

Isabel, El Salvador



I contadini nicaraguensi, le persone disabili del Salvador come Isabel, le donne dell’Ecuador con cui abbiamo lavorato ci hanno chiarito molto bene che ciò che chiedono - prima di qualsiasi ‘aiuto internazionale’ - è la giustizia, esclusi come sono dall’accesso a quei diritti fondamentali che, secondo la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, dovrebbero essere garantiti a tutti.

Oggi, però, non solo si approfondisce il divario tra paesi ricchi e nazioni impoverite; la linea di separazione socioeconomica che divide il mondo tra inclusi ed esclusi si insinua sempre più anche nel cuore delle società materialmente ricche, traducendosi nella diminuzione generalizzata degli standard di vita e nell’estensione dell’insicurezza e della precarietà.

Noi vogliamo immaginare, progettare e costruire un mondo più giusto e capace di futuro.

E’ per questo che abbiamo deciso di dar vita a un’associazione che lavori per far sì che le persone, nel Sud come nel Nord del pianeta, possano innanzi tutto riappropriarsi della propria dignità e vivere una vita piena.


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