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Reciprocità per il buen vivir

I risultati

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4b. Cultivo de papa en terrazas de formación lenta de piedra DSC00760

Il progetto ha avuto come obiettivo principale il miglioramento del grado di sicurezza alimentare della popolazione della comunità di Chillijchi, nel Municipio di Vila Vila, tra i 10 più poveri della Bolivia.

Il problema principale è la denutrizione: se si considerano i bambini entro i 5 anni di età si rileva che 2 su 3 sono denutriti cronici e gravi, mentre  3  su  5  soffrono  di  anemia (quest’ultima  colpisce  anche  il  33%  delle  donne  in  età  fertile).  Ad aggravare ulteriormente la situazione dei più piccoli è la mancanza di istruzione primaria tra le madri – che molto spesso parlano solo il quechua – e la carenza di servizi sanitari di base. A causa dell’alimentazione povera  –  non  solo  quantitativamente  ma  anche  qualitativamente  (il  92%  degli  alimenti  consumati  sono tuberi) -, 8 persone su 10 dispongono di una dieta in grado di soddisfare solo il 70% del loro fabbisogno energetico.

Il progetto - basato sul principio della reciprocità secondo cui chi riceve un dono è tenuto poi a replicarlo a qualcun altro della comunità - ha previsto azioni economico-produttive ed educativo-culturali:

Al fine di diversificare e migliorare la produzione agricola le 12 famiglie coinvolte hanno partecipato a un ciclo di incontri formativi teorici-pratici che hanno portato a:

  • realizzazione di 79m3 di terrazze a secco che proteggono 8.550m2 di superficie sottoposta a erosione eolica e idrica;
  • identificazione di 12 fonti idriche attigue ai terreni delle famiglie beneficiarie e costruzione di 36 aspersori idrici artigianali che hanno consentito - oltre a irrigare la terra già coltivata - di aumentarne la superficie di 1.500 m2.
  • realizzazione di 12 orti di 85 m2 circa in cui si sono introdotte 13 nuove specie o varietà di ortaggi (tra cui lattuga, bietola, cavolo, cavolfiore, cipolla); a ciò si aggiungono - per ogni famiglia - 50 m2 di terra dedicati alla coltivazione di 5 nuove varietà di patate, alimento principale della dieta della popolazione.
  • introduzione di tecniche per l'autoproduzione di concimi e insetticidi/antiparassitari naturali.
  • coltivazione di piante da frutta (meli) e tecniche d'innesto.

Il progetto ha inoltre previsto attività formative e azioni volte alla diversificazione del bestiame e al miglioramento della sua salute:

  • a dicembre 2013 è stata assegnata a ogni famiglia partecipante una mucca da latte, che sarà in grado di fornire nel breve periodo il latte - l'alimento più nutriente esistente in natura e particolarmente importante per contrastare la diffusissima denutrizione che colpisce in particolare i bambini più piccoli; nel lungo periodo permetterà alle famiglie coinvolte di produrre prodotti caseari adatti sia all'autoconsumo che alla vendita o scambio nei mercati locali.
  • nei primi mesi di progetto ogni famiglia ha realizzato un riparo coperto per la mucca e dedicato un pezzo di terra alla coltivazione di specie foraggere per un suo adeguato sostentamento.

Infine, una particolare attenzione è stata dedicata all'acquisizione dei principi di base di una corretta alimentazione e al miglioramento degli spazi adibiti alla preparazione, consumo e conservazione degli alimenti:

  • consumo abituale di pasti equilibrati grazie all'introduzione nella preparazione del cibo di nuove varietà di alimenti appartenenti a 5 gruppi alimentari coltivati negli orti. Introduzione di semplici tecniche di conservazione dei cibi (disidratazione, preparazione di marmellate).
  • introduzione di un sistema per la cottura dei cibi  che prevede la fuoriuscita del fumo prodotto - prevenendo così le diffuse malattie respiratorie - e che consente di dimezzare il consumo di legna.
  • realizzazione di scaffalature dove riporre utensili da cucina e conservare gli alimenti al riparo dagli animali domestici (come galline e porcellini d'India) e introduzione di un recipiente con chiusura ermetica dedicato all'acqua per consumo umano, altrimenti esposta alla contaminazione da parte di insetti.

In occasione della consegna delle 12 mucche da latte è stato realizzato il primo Raymi della comunità, festa della reciprocità durante il quale, alla presenza delle autorità indigene, le famiglie beneficiarie si sono impegnate a replicare il dono entro 24 mesi. Entro tale data dovranno quindi non solo donare un vitello nato dalla propria mucca a una famiglia non coinvolta in questa prima fase di progetto, ma saranno tenuti a replicare la formazione teorico-pratica ricevuta in ambito agricolo, pastorizio e nutrizionale.

In occasione della prossima missione in Bolivia - prevista a fine 2014 - definiremo insieme al partner locale Aynisuyu la seconda fase dell'intervento.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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