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Quando il gioco si fa duro...

Disagio minorile, esclusione sociale e intervento psico-pedagogico.
 








L'obiettivo
| Le attività | I destinatari | Con chi

Perché questo progetto

Il passaggio, nel giro di una generazione, dal modello di famiglia normativa a quella puramente affettivo, e la conseguente resa di molti genitori di fronte alle proprie responsabilità educative, la crisi profonda della scuola - principale agenzia educativa - che fatica a uscire dall’oscuro ruolo di puro ingranaggio di trasmissione dell’ideologia dominante o, al massimo, di istruttore-addestratore (dove già da ora nella cosiddetta formazione a distanza - gli insegnanti sono - e saranno sempre di più in futuro? - sostituibili, anch’essi, dalle macchine), la schizofrenia di una società dell’abbondanza ormai sempre più dei soli desideri e contemporaneamente della scarsità delle possibilità reali, sono solo alcuni dei macrofenomeni alla radice del sempre più diffuso e multiforme disagio minorile.

Le possibili risposte allo sgomento di una generazione che nell’immaginario collettivo viene rappresentata “senza futuro” dovranno, di conseguenza - per avere una qualche possibilità di successo - partire da e lavorare sulle cause del disagio, accogliendo la storia di ogni ragazzo e ristrutturandola cognitivamente, restituendone un’altra visione possibile e accettabile. E poi lavorare in un’ottica di empowerment, di costruzione di identità forti, integrate, dotate di un controllo di campo interno, della consapevolezza cioè di poter in buona parte determinare il proprio destino.

L’intervento educativo sul disagio può funzionare esclusivamente secondo una prospettiva di lavoro di rete, di integrazione - per quanto possibile - dei diversi soggetti familiari e professionali che fanno parte, tutti insieme, dello spazio educativo del minore: solo un contesto relazionale meno deframmentato possibile può costituire un’opportunità di maturazione ed elaborazione di quei  vissuti critici di chi può accettare se stesso e sentirsi legittimato a stare al mondo solo quando riceve messaggi coerenti dall’ambiente sociale e affettivo in cui è collocato.   


L'obiettivo 

Supervisione e formazione partecipata su disagio minorile, esclusione sociale e intervento psico-pedagogico.                                              

 

 


Tematiche e argomenti 

I.  educare…

Addestrare, istruire, insegnare, formare… educare.

Educazione come strategia, tecnica e arte del cambiamento.

La triade educativa  contenuti · metodi · relazione.

Modelli pedagogici, stili relazionali e prassi educative: del domatore · del terapeuta · della differenza.

Stili educativi  autoritario · lassista · democratico / critico / partecipativo.

Compresenza in ogni educatore della funzione genitoriale paterna [normativa · autoritaria · relazione e integrazione esterno-interno] e materna [contenimento · nutrimento · integrazione psiche-soma].

II.  la formazione e la supervisione educativa

Fondamenti  riflessione ∙ sguardo altro ∙ protezione.

Empowerment  finalità della supervisione.

Modelli di supervisione  cognitivo · ermeneutico · psicosociale · sociologico · terapeutico · arbitrale · giudiziale · …

Ambiti  dinamiche di gruppo ∙ processi di produzione degli obiettivi professionali.

Percorsi  evento ∙ emergenza [consulenza ∙ mediazione " congiunturale] ∙ analisi di caso [consulenza ∙ formazione " dal congiunturale allo strutturale] ∙ tematica [formazione " strutturale].

Criteri di scelta  prevalenza [tipicità] ∙ rilevanza [importanza strategica] ∙ urgenza.

III.  riconoscimento · accoglienza

Fiducia nella relazione e nel legame " fiducia in sé e nelle proprie possibilità di riuscita.

Fatti, azioni concrete - incarnando i significati - come principale materiale della relazione educativa.

Il principale: “Sei importante” " avvio del processo di costruzione dell’identità personale.

Accogliere la storia dell’altro senza esserne scandalizzato, sopraffatto, annoiato.

Educatore come deposito della storia dell’altro ∙ attività simbolica di re-interpretazione ∙ ristrutturazione cognitiva.

Negoziazione e ratifica di un contratto educativo.

IV.  identificazione proiettiva

Identificazione ideale / terrore delle figure genitoriali.

Proiezione nel bambino dei contenuti non elaborati da parte dei genitori. 

Rinuncia al contenimento " rabbia ∙ angoscia.

Proiezione adolescenziale e riproduzione nell’adulto delle parti non accettate di sé ∙ terrore del ritorno " violenza.

Educatore depositario della speranza ∙ contenitore degli attacchi del ragazzo, senza crollare né vendicarsi.

V.  distanza educativa

Intensità della relazione educativa ∙ diade primaria.

Distanza educativa ∙ relazione asimmetrica.

Mito della distanza emozionaletransfert / controtransfert ∙ conflitti irrisolti dell’educatore.

Definizione e rispetto dei confini tecnico / educatore impassibile ∙ salvatore / educatore eroico.

Limite / regola [intimità ∙ durata] ∙ relazione invasiva ∙ direttività ∙ separazione.

VI.  abuso ∙ collusione ∙ triangolazione

Limite generazionale ∙ di ruolo.

Relazioni simmetriche ∙ simbiotiche ∙ regressione.

Relazioni invischianti ∙ abuso psichico relazionale.

Collusione ∙ innamoramento ∙ coppia disfunzionale.

Modelli collusivi complementari dipendente / protettivo ∙ normativo / trasgressivo ∙ depressivo ∙ bisognoso / dativo ∙ regressivo / progressivo ∙ distruttivo / riparativo.

Triangolazione strumentalizzazione ∙ seduzione. Membro designato [digressione] ∙ mediatore ∙ rischio scismatico.

Frammentazione dello spazio educativo ∙ angoscia.

VII.  processo educativo

Fornire senso a rabbia ∙ dolore ∙ colpa.

Educatore contenitore e bersaglio del disagio mentale dell’altro.

Ansia d’apprendimento.

Rischio del cambiamento ∙ coraggio di sbagliare.

Regressione verifica di stabilità e sicurezza del contesto ∙ possibilità di tornare indietro.

VIII.  ambiente fisico

Rete dei messaggi delimitazione ∙ organizzazione.

Stabilità ∙ costanza ∙ affidabilità ∙ sicurezza del legame ∙ qualità dell’impegno.

Costanza di presenza dell’educatore ∙ fiducia nel legame ∙ dipendenza.

Regola " rito " mito senso di appartenenza ∙ differenza individuale.

Regolarità normatività ∙ valori.

Il setting l’ambiente strutturato contenitore di significati.

Ordine / disordine materiale ∙ interiore.

Diritto di critica ∙ evoluzione ∙ cambiamento.

IX.  regola / regolarità

Regolarità prevedibilità ∙ gratificazione / frustrazione.

Moderazione incuria / invadenza.

Fiducia " autostima " contributo / dovere / aiuto.

Reciprocità dare / ricevere aiuto.

Motivazione della regola esaurimento delle risorse ∙ dal must [sistema di valori] al can [sistema del consumo · giustizia distributiva · diritto al possesso].

Previsione del non riconoscimento del proprio valore " acting.

 

X.  relazione con la famiglia

L’educatore e le figure educative primarie ∙ principio di interconnessione dei soggetti educativi.

Unilateralità di un progetto educativo e delirio di onnipotenza.

Io frammentato. Continuità / conflitti di lealtà ∙ e compatibilità tra progetti educativi differenti ∙ negoziazione del consenso da parte della famiglia in caso di incompatibilità.

Resistenze rottura degli equilibri patologici ∙ attaccamento al sintomo ∙ senso di colpa ∙ percezione di inadeguatezza ∙ insicurezza ∙ rinegoziazione delle aspettative genitoriali.

Famiglie patologiche ∙ digressione ∙ sintomo regolatore del sistema familiare. Genitori carenti e abbandonici.

Rielaborazione e integrazione della storia individuale e familiare con le nuove relazioni educative.

Rispetto dei compiti evolutivi tipici di ogni età.

XI.  rete e spazio educativo

L’educatore riconoscimento professionale e sociale.

Lavoro di rete tra i componenti dello spazio educativo ∙ integrazione / disgregazione dei soggetti educativi e del sé individuale.

Valutazione di qualità delle azioni sistemiche.

Riconoscimento professionale reciproco / svalutazione ∙ integrazione delle competenze.

Elaborazione comune del progetto educativo individuale.

XII.  educazione alla diversità

I confini della ‘diversità’ minore ∙ donna ∙ straniero ∙ omosessuale ∙ povero ∙ disabile.

Relatività dei contenuti e importanza delle competenze sui metodi e sulla gestione delle relazioni [comunicazione ∙ conflitto].

Integrazione dell’educatore come prerequisito dell’integrazione del soggetto.

Assimilazione degli educatori professionali ai soggetti destinatari dell’intervento.

Insegnante di sostegno al soggetto / alla classe.

Rischio della ripetitività / serialità.

XIII.  autonomia ∙ generatività

Differenziazione e separazione come finalità del processo educativo.

Appartenenza " differenziazione.

Necessità del distacco e mito familiare elusione / procrastinazione del conflitto.

Generatività prendersi cura ∙ trasmettere il proprio patrimonio spirituale.

Educazione alla separazione progettualità / definizione temporale dell’intervento educativo ∙ abbandono ∙ elaborazione ∙ memoria del prima e del dopo.

Le modalità del re-incontro o della ristrutturazione della relazione. 

XIV.  osservazione ∙ valutazione ∙ documentazione

Definizione distinzione tra momento del lavoro e dell’osservazione.

Pregiudizi spontaneità ∙ generosità ∙ creatività.

Programmazione ∙ documentazione " valorizzazione di ruolo, professionalità e relazione educativa.

Ciclicità del progetto educativo.

Comunicazione " elaborazione " memoria " formazione " condivisione " confronto " continuità d’intervento.

Costruzione di un linguaggio e un sapere professionale comune / riconoscimento reciproco.

Visibilità professionale e sociale.

 


I destinatari 

Supervisione e formazione partecipata e interattiva rivolta a:

  •  insegnanti di Scuole Secondarie di I. e II. grado
  •  educatori professionali e operatori sociali appartenenti ad associazioni, cooperative e organismi del privato sociale
  •  docenti di musica coinvolti nel progetto ‘Crescere nell’armonia
  •  tecnici e funzionari dei servizi sociali pubblici
  • genitori e adulti in generale.

Con chi 

Abbiamo lavorato e lavoriamo con le seguenti scuole:
  • Scuole secondarie di I. grado: ‘Parini-Merello’; ‘M. Boccanegra’; ‘S. Quasimodo’; ‘G. Alessi’; ‘D. Alighieri’; ‘A. Gramsci’; ‘P. Gaslini’; ‘U. Foscolo’; ‘San Pier d’Arena’; ‘A. Gastaldi’; ‘L. Milani · C. Colombo’; ‘G. B. Baliano’; ‘A. Bertani · J. Ruffini’; ‘A. d’Oria · G. Pascoli’; ‘G. Parini · R. Merello’; ‘M. D’Azeglio’; ‘L. Cambiaso’; ‘A. Usodimare’; ‘C. Fieschi Adorno’; ‘S. Pertini’; ‘M. M. Ollandini’; ‘G. A. Aycardi · C. A. Ghiglieri’; ‘Giovanni XXIII’; ‘Pia Casa di Misericordia’. 
  • Istituti comprensivi: ‘San Francesco da Paola’; ‘G. Di Giona’; Bolzaneto; Oregina; Pontedecimo; Casella. 
  • Scuole secondarie di II. grado: ‘G. Mazzini’; ‘C. Colombo’; ‘G. D. Cassini’; ‘P. Klee · N. Barabino’; ‘G. Deledda’; ‘P. Gobetti’; ‘Vittorio Emanuele II · J. Ruffini’; ‘L. Einaudi · G. Casaregis’; ‘C. Rosselli’; ‘E. Majorana’; ‘I. Calvino’; ‘A. Meucci’; ‘P. Levi’; ‘G. Chiabrera’; ‘G. Della Rovere’; ‘A. Issel’; ‘G. Mazzini’; ‘A. Fossati’; ‘V. Cardarelli’.

E con i seguenti soggetti sociali e Associazioni:
  • AGESCI; Amnesty International; ARCI · Settore Immigrazione; La Bottega Solidale; CELIVO; Centro Metafora Gestalt; CGIL; ISCOS · CISL; Isforcoop; LaborPace · Caritas; Il Moltiplicatore;     Progetto Continenti; Società Ligure di Psicologia; White Dove; WWF; Macramé; GIAN; Nuova Solidarietà; Magazzini del Mondo; Centro Servizi per il Terzo Settore ‘Vivere Insieme’; WWF; I Ricostruttori; ASCUR; Il Biscione; COOPSSE; SABA; La Spiga; La Torretta; Tempi Moderni.

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