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Reciprocità per il buen vivir

Azioni di mutualità contadina per promuovere la sicurezza alimentare in Bolivia.
Inizio: 01.04.2013     Fine: 31.03.2014
 

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Gli obiettivi Le attività | Con quanto | I beneficiari | Con chi | Grazie a  Foto


Perche' questo progetto

Il progetto si realizza in Bolivia, nella comunità rurale Chillijchi, nel Municipio di Vila Vila, Dipartimento di Cochabamba. Il Municipio è tra i  10 più poveri del Paese, con un reddito medio pro capite inferiore a 1 dollaro al giorno.

La  denutrizione  è  senza  dubbio  la  problematica  più  grave  che  interessa  l’area  destinataria  del  presente progetto. Se si considerano i bambini entro i 5 anni di età si rileva che 2 su 3 sono denutriti cronici e gravi, mentre  3  su  5  soffrono  di  anemia (quest’ultima  colpisce  anche  il  33%  delle  donne  in  età  fertile).  Ad aggravare ulteriormente la situazione dei più piccoli è la mancanza di istruzione primaria tra le madri – che molto spesso parlano solo il quechua – e la carenza di servizi sanitari di base. A causa dell’alimentazione povera  –  non  solo  quantitativamente  ma  anche  qualitativamente  (il  92%  degli  alimenti  consumati  sono tuberi) -, 8 persone su 10 dispongono di una dieta in grado di soddisfare solo il 70% del loro fabbisogno energetico.


Gli obiettivi 

Il progetto ha lo scopo di migliorare le condizioni di vita della popolazione della comunità di Chillijchi nel Municipio di Vila Vila, riducendone la vulnerabilità alimentare.
In particolare, l’iniziativa è volta a migliorare il  grado  di  sicurezza  alimentare  di  12  famiglie  del  Municipio  di  Vila  Vila mediante azioni educativo-culturali ed economico-produttive. 

Le attivita' 

Il progetto intende garantire un maggior grado di sicurezza alimentare operando in due ambiti:

  • implementazione e diversificazione dell'attività agropastorale: con l'obiettivo di garantire alle famiglie coinvolte una dieta equilibrata, si promuoverà l'adozione di nuove specie orticole e animali - che si andranno ad affiancare a quelle già presenti -, accompagnando il processo con un percorso formativo che permetta di migliorare la produzione agropastorale - quantitativamente e qualitativamente - adottando tecniche biologiche in grado di contenere gli effetti negativi derivanti dal cambiamento climatico, sempre più evidenti nella zona d'intervento. 
  • percorso formativo sull'educazione nutrizionale: con tale attività si formeranno le famiglie coinvolte sui principi fondamentali atti a garantire un livello idoneo di igiene e salubrità dell'ambiente domestico, con particolare attenzione alle attività di preparazione e conservazione dei cibi. Il monitoraggio costante delle azioni messe in pratiche dai destinatari permetterà di adottare misure correttive in itinere.

L'intervento si contraddistingue per la metodologia - caratterizzante tutti gli interventi di Aynisuyu - basata sul principio della reciprocità: il progetto assume una struttura ‘a cascata’, in cui ogni beneficiario diretto è tenuto a sua volta a ‘passare’ ad altri i frutti di quanto ricevuto in termini di conoscenze teoriche e di doni in natura. In questo senso si parla di soggetto diffusore (che riceve il dono direttamente da Aynisuyu ed è tenuto a replicarlo) e soggetto di base (che riceve il dono dal soggetto diffusore). Lo stesso soggetto di base diventa a sua volta soggetto diffusore nel momento in cui replica il dono ad altri.
Si realizza così, in un arco di tempo che varia  a seconda delle tempistiche dei cicli produttivi  (agricoli e pastorali) dei prodotti oggetto dello scambio, l’effetto ‘a cascata’ che permette di coinvolgere tutti i membri di una comunità, in un’ottica di inclusione e non discriminazione.

La  pluriennale  esperienza  di  Aynisuyu  testimonia  che  interventi  basati  sul  principio  della  reciprocità garantiscono non solo una maggior efficacia – grazie al ruolo proattivo assunto dalle persone coinvolte, che al  termine  dei  progetti  dimostrano  di  saper  continuare  a  replicare  le  azioni  secondo  il  meccanismo  ‘a cascata’  in  completa  autonomia  –  ma  anche  una  maggiore  efficienza,  visto  il  numero  crescente  di beneficiari coinvolti a parità di investimento finanziario iniziale.

Il  principio  della  reciprocità  trova  le  sue  origini  culturali  e  storiche  nell’Inti  Raymi, festa tradizionale  dei popoli  incaici  andini  originariamente  celebrativa  del  dio  Sole  e  coincidente  con  il  solstizio  d’inverno dell’emisfero australe.


Con quanto  

Il costo complessivo del progetto è di € 29.400.

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I beneficiari 

I destinatari diretti sono le 55 persone che compongono le 12 famiglie coinvolte.
Le famiglie direttamente beneficiate sono selezionate tra quelle che vivono in condizione di maggior povertà ed esclusione sociale, che hanno insufficienti entrate finanziarie e residenza permanente nella comunità, che partecipano attivamente alla vita comunitaria secondo le tradizioni e i costumi locali e che hanno un  potenziale  produttivo  e  organizzativo  e  dimostrano  interesse  nel  percorso  formativo proposto e volontà di migliorare la qualità dell’alimentazione familiare; infine, che condividono il principio della reciprocità e si assumono il compito di applicarlo.
 
I destinatari indiretti sono i restanti 105 abitanti della comunità di Chillijchi.

Con chi 

Partner proponente ed esecutore di questa componente progettuale èAynisuyu - Territorio della reciprocità, un’organizzazione  privata di sviluppo sociale  senza scopo di lucro fondata nel 1994 che ha sede a Cochabamba, in Bolivia. Suo scopo istituzionale è promuovere  – presso la popolazione indigena rurale più svantaggiata delle regioni di Valle Alto e Cono Sur, nel dipartimento di Cochabamba - lo sviluppo locale mediante un’attività articolata in 3 programmi integrati che intervengono nell’ambito del diritto umano alla  sicurezza  e  sovranità  alimentare;  dei  diritti  economici,  sociali  e  culturali;  del  diritto  alla  salute e all’istruzione.   Gli   interventi si basano sulla  metodologia della  reciprocità: secondo questa logica  le persone beneficiate (in doni materiali o in formazione) si assumono il compito di replicare tale dono ad altri soggetti, divenendo al tempo stesso beneficiari e donanti. S’innesca così un processo virtuoso ‘a cascata’ che  non  solo  moltiplica  nel  tempo  i  beneficiari  di  un  intervento,  ma  ne  garantisce  anche  la  sostenibilità sociale.

Grazie a  

Sono molti coloro che, a vario titolo, hanno scelto di sostenere questo progetto: alcuni ci hanno donato il loro tempo, altri hanno promosso i nostri progetti presso amici e conoscenti, altri ancora ci hanno appoggiato economicamente, altri hanno rinunciato al compenso per il proprio lavoro.
Grazie quindi a tutte le persone, alle Aziende, alle Associazioni e alle Istituzioni, che hanno reso possibile questo progetto.

  • Gruppo di Sostegno CEB Provvidenza; Gruppo di Sostegno CARIGE
  • Provincia di Genova;

Foto 


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