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ambiente
e territorio
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Superficie:
283.561 kmq (di poco inferiore a quella dell’Italia).
Divisione amministrativa: 21 province.
Ambiente: Il paese è formato da tre
regioni: la costa, le montagne e la parte orientale. Più
della metà della popolazione vive lungo la costa, dove
predominano le colture per l’esportazione: banane, riso
e caffè. Nella regione montagnosa, situata tra le due
diramazioni delle Ande, prevalgono le colture di sussistenza.
Problemi ambientali: Il problema
della deforestazione e della desertificazione è drammatico:
nella zona costiera il 95% delle foreste (dal bosco primario,
ai pini e agli eucalipti) è stato abbattuto, mentre
procede senza sosta il degrado del suolo, soprattutto nel
Cantone di Paltas, nella provincia di Loja. Dalla regione
orientale, amazzonica, fino alla costa predomina lo sfruttamento
dei giacimenti petroliferi e la gestione – non partecipata
e anti-economica – di due oleodotti (olio pesante e
olio leggero) che provocano inquinamento del territorio e
intossicazione delle popolazioni. La gestione delle risorse
naturali è irrazionale, dettata dalla volontà
di sfruttamento (per quanto riguarda l’industria del
legname) e dalla povertà e dalla dispersione della
cultura ancestrale. Le produzioni intensive di banane, fiori
e gamberetti provocano inquinamento e depauperamento dello
spazio di coltura, nonché intossicazione delle persone
coinvolte nella coltura/allevamento.
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popolazione |
Abitanti:
13 milioni e 112 mila
Composizione etnica:14% indigeni, 6% afro-ecuadoriani
e 80% meticci. Il popolo ecuadoriano deriva dall’incrocio
tra la popolazione indigena quecha, i colonizzatori spagnoli
e gli schiavi africani. Sono presenti otto gruppi indigeni,
tra i quali i quechua del ramo eino che contano oltre un milione
e mezzo di abitanti. Conflitto dei meticci verso gli indigeni
e gli afro-ecuadoriani, degli abitanti della costa verso quelli
della sierra.
Tasso di crescita annua :
2,3% (4% nelle città)
Numero medio di figli per donna :
2,8
Popolazione residente in aree urbane :
61,3% del totale. Le principali città del
paese (Guayaquil, Quito e Cuenca) concentrano quasi 1/3 dei
circa 13.5 milioni di abitanti del paese.
Popolazione residente in aree rurali :
38,7%
Migrazione: Il fenomeno migratorio prevede
un iniziale spostamento dalla campagna alla città ed
è promosso da parenti ed amici già all’estero.
Dal 1999 al 2002 più di 800.000 persone emigrarono
da Guayaquil e Quito verso gli U.S.A., la Spagna e l’Italia.
Una delle conseguenze sociali più gravi della migrazione
è la forte disgregazione familiare.
Lingua ufficiale e predominante: spagnolo (alcuni
gruppi indigeni parlano “nahua”).
Religione: in prevalenza cattolica.
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sanità |
Aspettativa
di vita alla nascita :
70 anni - femminile: 73 anni - maschile: 68 anni
Mortalità infantile :
25 ‰
Mortalità infantile sotto i 5 anni :
29 ‰
Mortalità materna per parto :
130 su 100.000 nati vivi
Probabilità alla nascita di non sopravvivere
fino a 40 anniB : 10,3%
Percentuale di bambini sottopeso sotto i 5 anni :
44%. Gli indici di denutrizione toccano i vertici nelle regioni
della sierra, dell’Amazzonia e nelle aree secche della
costa.
Percentuale di bambini con problemi di crescita sotto
i 5 anni :
27%
Spesa pubblica destinata alla sanità :
2,3% del PIL. Per togliere un’appendicite prima “bastava”
vendere una vacca, ora ne occorrono da 3 a 5. Per questo, gli
indigeni e i contadini preferiscono lasciarsi morire nelle loro
abitazioni.
Percentuale di medici ogni 100.000 abitanti: 126
Accesso all’acqua potabile :
85% |
| istruzione |
Percentuale
del PIL per l’educazione: 1%
Tasso di alfabetizzazione totale
: 91% - femminile: 89,7% - maschile: 97%
Percentuale d’iscrizione alle scuole (elementari,
superiori e università): 72%
- femminile: 71%
- maschile: 73% |
| economia |
PIL
procapite annuale :
1.897,00 $
Povertà :
Percentuale di popolazione che vive con meno di 1$
al giorno: 17,7%
Percentuale di popolazione che vive con meno di 2$
al giorno: 40,8%,
a fronte di un paniere familiare mensile basico pari a 388,98$
e vitale pari a 270,21$
Percentuale di popolazione che vive al di sotto della
soglia (nazionale) di povertà :
65%
- nelle aree rurali: 85%
- nelle aree rurali indigene: 95%
Debito estero :
13 mila 281 milioni di dollari, ossia 1.050,00$ procapite
Percentuale del debito estero rispetto al PIL :
9%
La dollarizzazione ha avuto inizio nel febbraio 2000. Il costo
della vita ha registrato un incremento vertiginoso (+91% nel
2000, +22,5% nel 2001), così come i licenziamenti (540.000
persone dal 1998 al 2000) e l’indebolimento sindacale.
Estrema concentrazione della ricchezza :
il decimo più ricco della popolazione detiene il 46%
del reddito, ossia 138,6 volte la percentuale che resta al
decimo più povero, 0,9%)
Spese militari :
2,8% del PIL
Dipendenza dall’importazione di alimenti :
9%
Import-export :
Importazioni di beni e servizi rispetto al PIL:
31%
Esportazioni di beni e servizi rispetto al PIL:
24%
Ingressi derivati dalle rimesse degli emigrati:
sono la seconda o prima (a seconda degli interlocutori) fonte
di reddito del paese. |
| lavoro |
Tasso
di disoccupazione di lungo periodo :
11,5%
Percentuale di impieghi femminili :
33,4$
Distribuzione della forza lavoro secondo l’attività
economica:
- agricoltura: 2% donne, 10% uomini
- industria: 16% donne, 26% uomini
- servizi: 83% donne, 64% uomini |
legenda
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I dati si riferiscono ad un periodo di disoccupazione che duri
12 mesi o più.
:
Dati relativi all’anno 2002
:Dati relativi
al periodo 2001/2002
:Dati relativi
all’anno 2000
:Dati relativi
al periodo 1999-2000 |
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