Progetti nel sud del mondo e interventi di formazione in Italia per un futuro di giustizia e sviluppo sostenibile
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capitale: Quito
Indice di sviluppo umano: 0,735 - sui 177 paesi considerati, si situa al 100° posto, dopo il Belize e prima di Iran, Territori Occupati ed El Salvador.
Indice di sviluppo relativo al genere: 0,721 - sui 177 paesi considerati, si situa al 100° posto.


ambiente e territorio

Superficie: 283.561 kmq (di poco inferiore a quella dell’Italia).
Divisione amministrativa: 21 province.
Ambiente: Il paese è formato da tre regioni: la costa, le montagne e la parte orientale. Più della metà della popolazione vive lungo la costa, dove predominano le colture per l’esportazione: banane, riso e caffè. Nella regione montagnosa, situata tra le due diramazioni delle Ande, prevalgono le colture di sussistenza.
Problemi ambientali: Il problema della deforestazione e della desertificazione è drammatico: nella zona costiera il 95% delle foreste (dal bosco primario, ai pini e agli eucalipti) è stato abbattuto, mentre procede senza sosta il degrado del suolo, soprattutto nel Cantone di Paltas, nella provincia di Loja. Dalla regione orientale, amazzonica, fino alla costa predomina lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi e la gestione – non partecipata e anti-economica – di due oleodotti (olio pesante e olio leggero) che provocano inquinamento del territorio e intossicazione delle popolazioni. La gestione delle risorse naturali è irrazionale, dettata dalla volontà di sfruttamento (per quanto riguarda l’industria del legname) e dalla povertà e dalla dispersione della cultura ancestrale. Le produzioni intensive di banane, fiori e gamberetti provocano inquinamento e depauperamento dello spazio di coltura, nonché intossicazione delle persone coinvolte nella coltura/allevamento.

popolazione

Abitanti: 13 milioni e 112 mila
Composizione etnica:14% indigeni, 6% afro-ecuadoriani e 80% meticci. Il popolo ecuadoriano deriva dall’incrocio tra la popolazione indigena quecha, i colonizzatori spagnoli e gli schiavi africani. Sono presenti otto gruppi indigeni, tra i quali i quechua del ramo eino che contano oltre un milione e mezzo di abitanti. Conflitto dei meticci verso gli indigeni e gli afro-ecuadoriani, degli abitanti della costa verso quelli della sierra.
Tasso di crescita annua: 2,3% (4% nelle città)
Numero medio di figli per donna:
2,8
Popolazione residente in aree urbane: 61,3% del totale. Le principali città del paese (Guayaquil, Quito e Cuenca) concentrano quasi 1/3 dei circa 13.5 milioni di abitanti del paese.
Popolazione residente in aree rurali
:
38,7%
Migrazione: Il fenomeno migratorio prevede un iniziale spostamento dalla campagna alla città ed è promosso da parenti ed amici già all’estero. Dal 1999 al 2002 più di 800.000 persone emigrarono da Guayaquil e Quito verso gli U.S.A., la Spagna e l’Italia. Una delle conseguenze sociali più gravi della migrazione è la forte disgregazione familiare.
Lingua ufficiale e predominante:
spagnolo (alcuni gruppi indigeni parlano “nahua”).
Religione:
in prevalenza cattolica.


sanità
Aspettativa di vita alla nascita: 70 anni - femminile: 73 anni - maschile: 68 anni
Mortalità infantile: 25 ‰
Mortalità infantile sotto i 5 anni: 29 ‰
Mortalità materna per parto: 130 su 100.000 nati vivi
Probabilità alla nascita di non sopravvivere fino a 40 anniB : 10,3%
Percentuale di bambini sottopeso sotto i 5 anni: 44%. Gli indici di denutrizione toccano i vertici nelle regioni della sierra, dell’Amazzonia e nelle aree secche della costa.
Percentuale di bambini con problemi di crescita sotto i 5 anni: 27%
Spesa pubblica destinata alla sanità: 2,3% del PIL. Per togliere un’appendicite prima “bastava” vendere una vacca, ora ne occorrono da 3 a 5. Per questo, gli indigeni e i contadini preferiscono lasciarsi morire nelle loro abitazioni.
Percentuale di medici ogni 100.000 abitanti: 126
Accesso all’acqua potabile: 85%
istruzione

Percentuale del PIL per l’educazione: 1%
Tasso di alfabetizzazione totale : 91% - femminile: 89,7% - maschile: 97%
Percentuale d’iscrizione alle scuole (elementari, superiori e università): 72%
- femminile: 71%
- maschile: 73%

economia
PIL procapite annuale: 1.897,00 $
Povertà:
Percentuale di popolazione che vive con meno di 1$ al giorno: 17,7%
Percentuale di popolazione che vive con meno di 2$ al giorno: 40,8%,
a fronte di un paniere familiare mensile basico pari a 388,98$ e vitale pari a 270,21$
Percentuale di popolazione che vive al di sotto della soglia (nazionale) di povertà: 65%
- nelle aree rurali: 85%
- nelle aree rurali indigene: 95%
Debito estero: 13 mila 281 milioni di dollari, ossia 1.050,00$ procapite
Percentuale del debito estero rispetto al PIL: 9%
La dollarizzazione ha avuto inizio nel febbraio 2000. Il costo della vita ha registrato un incremento vertiginoso (+91% nel 2000, +22,5% nel 2001), così come i licenziamenti (540.000 persone dal 1998 al 2000) e l’indebolimento sindacale.
Estrema concentrazione della ricchezza: il decimo più ricco della popolazione detiene il 46% del reddito, ossia 138,6 volte la percentuale che resta al decimo più povero, 0,9%)
Spese militari: 2,8% del PIL
Dipendenza dall’importazione di alimenti
: 9%
Import-export:
Importazioni di beni e servizi rispetto al PIL: 31%
Esportazioni di beni e servizi rispetto al PIL: 24%
Ingressi derivati dalle rimesse degli emigrati: sono la seconda o prima (a seconda degli interlocutori) fonte di reddito del paese.
lavoro
Tasso di disoccupazione di lungo periodo: 11,5%
Percentuale di impieghi femminili: 33,4$
Distribuzione della forza lavoro secondo l’attività economica:
- agricoltura: 2% donne, 10% uomini
- industria: 16% donne, 26% uomini
- servizi: 83% donne, 64% uomini

legenda
I dati si riferiscono ad un periodo di disoccupazione che duri 12 mesi o più.
: Dati relativi all’anno 2002
:Dati relativi al periodo 2001/2002
:Dati relativi all’anno 2000
:Dati relativi al periodo 1999-2000


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