Genova, 17 marzo 2009

Care amiche, cari amici,

è con emozione che abbiamo appreso dai nostri partner della vittoria di Mauricio Funes, candidato progressista del Frente Farabundo Martì alle elezioni presidenziali di El Salvador. Vittoria che segna una svolta importante, dopo 20 anni di governo di estrema destra e decenni di dittature: nella notte del 15 marzo migliaia di persone hanno invaso pacificamente le strade del Paese con cortei festosi, cantando ed esprimendo tra le lacrime la speranza che, finalmente, il momento del cambiamento sia arrivato.

Immaginiamo cosa attraversa la mente e il cuore di tante amiche e amici che abbiamo conosciuto, di tanti e tante che - in dodici anni di guerra civile e poi, dal 1992, in tempo di pace - hanno messo in gioco la propria vita per affermare almeno la possibilità di reclamare e promuovere la giustizia sociale.

Per noi è stato un onore accompagnare sin dal 1994 - attraverso concreti progetti di cooperazione in campo educativo, formativo e di avviamento al lavoro, in particolare per adulti invalidi di guerra e bambine e bambini disabili - il cammino di questo popolo che decideva di organizzare la propria speranza e di lottare per la propria dignità. Così come adesso è una gioia partecipare alla sua allegria.

"[...] Un momento tan emocionante e inolvidable y por fin la esperanza de un cambio posible. Y aun que todos y todas aquì sabemos que la lucha sigue, es con ànimo y energìa que vamos a seguir luchando adelante…". Carole, ALGES (El Salvador)

Un caro saluto e a presto,

Progetto Sviluppo Liguria


"Oggi abbiamo firmato una nuova pace tra salvadoregni...Voglio essere il presidente della pace, del progresso, della giustizia sociale e della vera ricostruzione del paese. E´ tempo di avanzare verso il futuro e lasciare indietro le vendette del passato".

Con un esplicito riferimento "alla speranza e alla riconciliazione" che resero possibile la firma degli accordi che nel 1992 misero fine a 12 anni di guerra civile, nel suo primo messaggio alla nazione da presidente eletto Mauricio Funes ha ringraziato "tutti coloro che hanno vinto la paura e hanno scelto il cambiamento" impegnandosi a lavorare "per lo stato di diritto, la democrazia, le libertà e la stabilità economica".

La vittoria è stata dedicata a "un Santo che illumina il popolo salvadoregno, il nostro vescovo martire monsignor Oscar Romero", l´arcivescovo di San Salvador, assassinato da un tiratore scelto il 24 marzo 1980; mandante dell´omicidio, secondo la Commissione della Verità delle Nazioni Unite - creata per fare luce sulle atrocità del conflitto - fu il maggiore dell´esercito Roberto D´Aubuisson, fondatore della ´Alianza Republicana Nacionalista´ (Arena, destra), che con la sconfitta subita dal suo candidato, Rodrigo Ávila, lascia il potere dopo 20 anni.

"E´ arrivato il turno degli offesi, degli esclusi, degli emarginati, dei veri democrati…Governerò come monsignor Romero voleva che gli uomini del suo tempo facessero, chiedendo dal pulpito che i governanti ascoltassero il clamore di giustizia del popolo. Sarà un governo basato sul dialogo - ha aggiunto - che sarà vicino ai settori poveri ed esclusi, come diceva Romero segnalando l´opzione preferenziale della Chiesa per i poveri".

In un clima di festa, con San Salvador tappezzata dalle bandiere rosse dell´ex-guerriglia del ´Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional´ (Fmln), a scrutinio quasi ultimato (99,20%), il Tribunal electoral ha assegnato a Funes il 51,2% dei suffragi contro il 48,7% di Ávila; il tasso di affluenza è stato stimato attorno al 70%; entro 48 ore, ha detto il presidente del Tribunal, Walter Araujo, sarà effettuato il riconteggio finale e dichiarato ufficialmente il vincitore.

Carlos Mauricio Funes Cartagena, il protagonista di una svolta storica per il piccolo paese centroamericano (5,7 milioni di persone, di cui il 35% versa in povertà e il 40% è disoccupato), è nato a San Salvador il 18 ottobre 1959 e per un ventennio si è dedicato al giornalismo diventando uno dei più influenti e popolari comunicatori, noto soprattutto per il suo spirito critico verso le politiche del governo; di media statura e dal carattere ferreo, ha raccolto grande sostegno tra gli elettori di diversi strati sociali anche per non aver avuto un passato nella guerriglia, riuscendo a convincere i cosiddetti ´indecisi´ (il 20%, secondo i sondaggi), ma anche simpatizzanti di Arena e settori della stessa destra e degli ambienti militari.

Sposato in terze nozze con la brasiliana Vanda Pignato, rappresentante del ´Partito dei lavoratori´ (Pt) di Lula in Centroamerica, Funes, era stato confermato candidato del ´Frente´ l´11 novembre 2007, data in cui si erano celebrati i 18 anni dall´ultima offensiva lanciata dalla guerriglia, e da allora era stato in testa a tutti i sondaggi, nonostante nelle ultime battute di campagna gli istituti demoscopici avessero profilato una rimonta di Ávila.

Con studi non completati in lettere presso l ´Università centroamericana ´José Simeon Cañas´ (Uca) diretta dai Gesuiti, tra il 1986 e il 1991 aveva lavorato per la televisione locale, arrivando, nel 1997, alla direzione del notiziario di ´Canal 12´; fino a pochi mesi prima della candidatura era l´altro il corrispondente in Salvador della ´Cnn´ in lingua spagnola. Eleggendo Funes, i salvadoregni hanno scelto anche alla vice-presidenza del paese Salvador Sánchez Cerén, l´unico membro della ´Comandancia General´ del ´Frente´ durante la guerra rimasto nel partito. Funes giurerà il 1º giugno insediandosi per un mandato di cinque anni e subentrando a Elias Antonio Saca (chiamato più popolarmente ´Tony´, anche a sottolineare la vicinanza con la Casa Bianca) quarto presidente di Arena dal 1989.

La vittoria di Mauricio Funes alle elezioni presidenziali "apre una nuova tappa per il paese", ma il prossimo capo di stato è atteso da "un percorso difficile". I due principali quotidiani salvadoregni, ´La Prensa Gráfica´ e ´El Diario de Hoy´ dedicano estesi supplementi alla storica svolta a sinistra del paese, dopo 20 anni di egemonia della destra, e alle sfide che attendono il presidente eletto.

"Ora si apre una nuova era in cui gli attori politici dovranno dimostrare di essere non solo all´altezza della cittadinanza ma delle circostanze nazionali e internazionali" scrive il primo giornale; la ´Alianza Republicana Nacionalista´ (Arena), uscita sconfitta, "dovrà passare a una fase urgente di autocritica e ristrutturazione profonda".

Secondo il ´Diario´, la proposta di unità nazionale già rivolta da Funes ai suoi rivali politici è più che mai necessaria: "Il Salvador è diviso e richiede una profonda dose di saggezza di entrambe le parti per tracciare la strada migliore per il paese"; Funes viene invitato in particolare ad affrontare "con forza quasi sovrannaturale" la violenza attribuita alle ´maras´ o ´pandillas´, le bande criminali giovanili diffuse in tutto il Centroamerica, responsabili secondo dati ufficiali della maggior parte dei 12 omicidi che si registrano in media ogni giorno, accompagnati da un´ondata di assalti a mano armata.

Il primo a felicitarsi con Funes e l´ex-guerriglia del ´Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional´ (Fmln) è stato il presidente venezuelano Hugo Chávez: "Questa vittoria consolida la corrente storica che, in questo primo decennio del XXI secolo, si è alzata in tutta l´America Latina e nei Caraibi e apre le porte ad altri popoli fratelli nelle sfide che hanno davanti" si legge in una nota ufficiale; "L´unione dei nostri popoli è l´unica strada per superare la crisi scatenata dal cuore del capitalismo del Nord" aggiunge il comunicato.

Dall´Honduras, congratulazioni sono arrivate dal presidente Manuel Zelaya: "Siamo felici per il trionfo di Mauricio a cui offro la mia mano amica. Questo trionfo deve richiamare anche l´attenzione dei conservatori dell´Honduras" ha detto Zelaya ai giornalisti da San Pedro Sula.

Dal Guatemala, il presidente Álvaro Colom "saluta e si felicita con il presidente eletto e auspica che le relazioni bilaterali si indirizzino in modo definitivo nel processo di integrazione regionale del quale il Salvador e il Guatemala sono un esempio". Colom ha anche rivolto un appello a Funes "affinché la solidarietà tra i popoli sia il comune denominatore in quest´epoca di cambiamento. Che l´esempio dei nostri martiri - Funes ha dedicato la vittoria a monsignor Oscar Romero, assassinato il 24 marzo 1980; in tempi più recenti, il Guatemala ha vissuto l´omicidio di monsignor Juan José Gerardi Conedera, ucciso il 26 aprile 1998, ndr - e l´eredità della nostra storia siano l´ispirazione per fare del Centroamerica la terra della speranza".

[Francesca Belloni, www.misna.org]



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