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Dipartimenti di Chalatenango e Morazàn • El Salvador • America Centrale.

Il progetto si realizza in due dei dipartimenti più poveri del paese, dove la quasi totalità della popolazione vive con meno di un dollaro pro capite al giorno e in cui si riscontra una delle maggiori concentrazioni di invalidi di guerra; entrambi i dipartimenti furono, infatti, roccaforti della guerriglia e, pertanto, teatri d’azione permanente della Forza Armata e degli ‘squadroni della morte’ durante la guerra civile che sconvolse il paese dal 1979 al 1992. La popolazione ha quindi sofferto in maniera particolarmente grave le conseguenze del conflitto.

In assenza di una politica pubblica di supporto alle persone disabili e in particolare ai minori, praticamente tutto il lavoro realizzato finora, sia nell’assistenza medica a invalidi di guerra, sia nella riabilitazione fisica e psichica rivolta ai disabili in genere, è stato finanziato da organismi internazionali e da Organizzazioni Non Governative.

Le attività del progetto, inserite in un più ampio programma di riabilitazione integrale, vengono realizzati dall’ONG locale ALGES (Asociaciòn de Lisiados de Guerra de El Salvador), associazione senza fine di lucro, democratica e di carattere cooperativo; attualmente, con 5.000 affiliati, rappresenta la più grande struttura associativa di invalidi di guerra e disabili del Salvador ed ha lo scopo di conseguire il reinserimento sociale e produttivo di tutti i suoi membri.

Il progetto si articola nell’ambito del Programma delle Nazioni Unite di lotta alla povertà e promozione dello sviluppo locale e utilizza la modalità della cooperazione decentrata che promuove e valorizza il partenariato tra soggetti simili nel nord e nel sud del pianeta. In Liguria tutto ciò si è tradotto nella creazione di un Comitato locale di cooperazione con El Salvador che amplificherà le ricadute sul nostro territorio dei rapporti che si consolideranno con i partner centroamericani.

Socialeeducativoproduttivo.

Appoggiare la riabilitazione lavorativa e il successivo reinserimento produttivo e sociale di 40 persone invalide di guerra, formandole professionalmente in mestieri confacenti alle loro aspirazioni personali, alle capacità residue di ciascuna e alle reali prospettive nel mercato del lavoro, coinvolgendo i familiari più prossimi e adottando un approccio di genere

Favorire il processo di riabilitazione e integrazione sociale di 50 bambine/i e adolescenti con disabilità multiple attraverso il reinserimento nel sistema scolastico o in laboratori di manualità, promuovendo allo stesso tempo l’auto-organizzazione dei genitori e coinvolgendo nell’impegno altri soggetti della comunità, a partire dai giovani.

Migliorare la capacità di leadership di 10 rappresentanti della popolazione disabile e la capacità d’incidenza nel proprio settore e nella propria comunità di 1.425 persone disabili, al fine di rafforzarne l’auto-organizzazione e, più in generale, la capacità di risolvere le questioni che riguardano la propria categoria.

Quasi la totalità degli invalidi è di origine contadina ma la tradizionale coltivazione della terra - a tutt’oggi l’unica possibilità di sopravvivenza per la grande maggioranza della popolazione - risulta estremamente difficoltosa, quando non impossibile, a causa delle menomazioni fisiche.
Si cerca allora di intervenire con iniziative di formazione professionale e di reinserimento lavorativo, fornendo gli strumenti per avviare attività remunerate alternative. Il processo di formazione sarà accompagnato da un’attenzione specifica al problema della disabilità psichica.

Per quanto riguarda la popolazione infantile, si assiste spesso a fenomeni di abbandono scolastico per la mancanza di preparazione specifica da parte degli insegnanti, per la distanza delle abitazioni dalle scuole e per diverse forme di segregazione cui molti genitori sottopongono i propri figli disabili.
Si interviene allora con attività che promuovano sia il reinserimento dei bambini nel sistema scolastico e in ‘laboratori di manualità’, sia l’integrazione nella vita sociale della comunità, sensibilizzando al contempo i genitori e la popolazione in genere. Si organizzeranno a tale scopo campagne di sensibilizzazione e comitati di genitori per indurli a rivendicare il diritto dei/lle loro figli/e a ricevere da parte dello Stato un’assistenza specialistica.

Il rafforzamento organizzativo è l’asse centrale del lavoro che ALGES realizza con tutti i suoi associati. Esso rende possibile la maggiore partecipazione della base nelle questioni che riguardano la propria categoria.
Con questo progetto si realizzeranno diverse attività di organizzazione, formazione e sensibilizzazione comunitaria sulla situazione degli invalidi di guerra e dei disabili in genere, realizzando nel contempo percorsi formativi per i familiari delle persone disabili per permettere loro di organizzarsi ed agire con maggior efficacia nella rivendicazione dei diritti dei loro parenti.

40 persone invalide di guerra • 50 bambine e bambini disabili • 10 leaders comunitari • 1.425 affiliati ad ALGES nei due dipartimenti.

Indirettamente, le famiglie e le comunità locali di appartenenza dei beneficiari diretti (circa 7.500 persone).

96.427,00 euro. Finanziatori:
 
   

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